Lana: −105% o 33 volte peggio? Dipende da cosa conti

Lana: −105% o 33 volte peggio? Dipende da cosa conti

Il 4 maggio 2026, al Parlamento Europeo, un dato ha aperto la discussione del Sustainable Livestock Intergroup sul ruolo ambientale di lana e cuoio. Contabilizzando il carbonio biogenico, la produzione di lana può arrivare a −105% di emissioni rispetto al cotone. Con la contabilità in uso oggi, la stessa lana risulta da 11 a 33 volte peggiore del poliestere.

I due numeri descrivono la stessa fibra. La differenza non è la lana: è cosa si decide di contare. Dr Paul Swan dell’International Wool Textile Organisation ha spiegato che i metodi attuali di Life Cycle Assessment nascono per gli inventari nazionali e per lo scambio di emissioni. Contano ciò che esce e ignorano i flussi di carbonio biologico — quello trattenuto nella respirazione dell’animale, nel letame, nella fibra stessa. Sotto la norma ISO 14067, contabilizzare quei flussi riduce l’intensità emissiva della lana di circa il 40%; lasciare parte del letame nel suolo aggiunge un altro 32%; con il pascolo rigenerativo l’allevamento diventa un assorbitore netto di carbonio.

Per chi compra in modo consapevole il punto è leggibile senza tecnicismi. Ogni chilo di lana grezza porta con sé circa 1,7 kg di anidride carbonica biogenica che le scorecard ufficiali, per ora, non vedono. Non è un dettaglio di laboratorio. È valore reale che esiste nel prodotto e che il sistema di misura non registra ancora.

Il meeting ha messo a fuoco anche l’economia spezzata della filiera. In Spagna gli allevatori ricevono meno di 50 centesimi per chilo di lana grezza, mentre la sola tosatura ne costa da due a cinque. Un parlamentare rumeno ha ricordato che una generazione fa un gregge di trecento pecore bastava a comprare una casa. La lana non è diventata meno utile: è il prezzo a essersi staccato dal valore.

Chi sceglie meno e meglio ragiona già così. Misura un capo per quanto dura, per come invecchia, per cosa lascia a fine vita. L’Invisible Luxury è esattamente questo: un valore che non si annuncia e che spesso lo strumento di misura arriva a riconoscere in ritardo. La Commissione, al meeting, ha confermato che il metodo europeo verrà rivisto proprio su questi punti. Nel frattempo il valore resta dov’è, anche quando il numero ufficiale dice un’altra cosa.


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